Per me un film bello non è quello fatto con tanti soldi o tecnicamente perfetto... bensì quello che ha un'anima.
(Roger A. Fratter)

La pelle umana delle cose, il derma della realtà, ecco con cosa gioca anzitutto il cinema.
(Antonin Artaud)

Roger A. Fratter nasce a Bergamo il 2 ottobre 1968. 
Fin da bambino mostra forti attitudini verso l'arte, in particolare la musica e il disegno. All'età di 7 anni scopre il "Cinema". Poco dopo comincia a realizzare con gli amici cortometraggi in super 8 e "diatape", racconti in diapositive con banda audio separata, che lui ribattezzerà "slidefilm". Dal 1979 al 1987 ne realizzerà circa una ventina, soprattutto di genere western.
Finiti gli studi, nei primi anni Novanta, lavora in televisione dove ha modo di perfezionare quella che diventerà la sua attività principale, il montaggio.
Grazie a questa esperienza, per tutto il decennio realizza innumerevoli cortometraggi video che gli permetteranno di vincere numerosi premi ai vari concorsi nazionali.
Nel 1997 debutta nel lungometraggio a soggetto con uno stile molto personale a metà strada tra il cinema di genere e quello d'autore.
I suoi modelli infatti spaziano dai "grandi" Sergio Leone, Andrzej Zulawski,Michelangelo Antonioni,Pierpaolo Pasolini, Elio Petri ai "sottovalutati" Lucio Fulci, Enzo G. Castellari, Cesare Canevari, "autori" di un cinema più popolare.
Esperto di cinema italiano, soprattutto di "western all'italiana", collabora alla realizzazione di diversi libri tra cui "Il Dizionario del Cinema Italiano" di Roberto Poppi-Mario Pecorari ed. Gremese, e nel 2005 realizza un primo dossier "Ai confini del western" con il critico Davide Pulici per il mensile Nocturno Cinema. Nel 2007, sempre per la stessa rivista, realizza il dossier "Wanted" curato con Manlio Gomarasca e presentato a "La Biennale di Venezia - 64 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica" in occasione della retrospettiva sul "western all'italiana".


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