SETE DA VAMPIRA
Regia di ROGER A. FRATTER

con ELISABETTA PRINCIPE (Carmilla, la vampira), CARLO GIRELLI (Marco Spaccesi), MIRKO RIVA (Samuel), MARTA BORDINO (Virginia Thompson), SAMANTHA JAMESON (una vittima) e con WALTER NICHOLS (Herbert)
MARA LEONI, STEFANO MAZZOCCHI, IRENE GIORDANO, ALESSANDRA RAVANELLI, IRENE FUMAGALLI, OMAR FRATTER

Soggetto e sceneggiatura di ROGER A. FRATTER
Direttore della fotografia LORENZO ROGAN
Montaggio ROGER A. FRATTER
Musiche originali di MASSIMO NUMA  
Edizioni musicali BEAT Records
Effetti speciali e trucco MAURIZIO QUARTA e PATRIZIA MANCUSO
Scenografia WALTER VIGANO' e ELISABETTA CORNAGGIA

Anno di produzione: 1998
Durata versione integrale: 75 minuti circa (DVD)
Genere: Horror
Formato: Widescreen Letterbox

Frase di lancio:"LEI HA SETE...TANTA SETE!" ; "UCCIDEVA PER...DISSETARSI!"

Titoli alternativi: "She - the Vampire"; "Vampire's thirst"
SINOSSI: Marco, un giovane artista, è continuamente ossessionato da una misteriosa figura femminile che spesso gli appare in sogno. Un giorno si accorge di aver perso il senso della realtà perchè su un foglio, dove stava disegnando un paesaggio, trova invece una donna con mantello nero, molto simile a quella delle sue apparizioni. Decide a quel punto di parlarne con il suo amico Herbert, anche lui ossessionato dalla stessa figura. Scopriamo così che il loro problema è cominciato dopo una seduta spiritica non riuscita. Deluso dalla conversazione con l'amico, dopo ulteriori incubi nei quali appare anche un misterioso quadro, Marco decide di interpellare una donna, Virginia Thompson, autrice di un libro sul vampirismo che potrebbe saperne molto di più. Infatti Virginia, essendo una diretta discendente di Carmilla Thompson, una vera vampira, riesce ad entrare in collegamento telepatico con la sua antenata, un essere demoniaco condannato dal demonio a "vagare" tra il mondo terreno e quello ultraterreno. Carmilla infatti "esiste" in un mondo solo apparentemente reale che può essere vissuto esclusivamente da chi possiede particolari facoltà extrasensoriali. E' proprio Carmilla la figura femminile che telepaticamente ossessiona Marco. Nel frattempo Herbert sparisce. Marco cerca disperatamente un indizio per trovare un qualsiasi collegamento con la vampira. Dopo inutili tentativi, come la visita di un castello e un'altra seduta spiritica, l'uomo riesce ad arrivare proprio alla villa della vampira che però è custodita da uno strano personaggio, Samuel, il suo servitore.
Per parlare di un film come "Sete da vampira" occorre mettersi in una condizione particolare molto simile alla personalità della sua protagonista. Questo significa perlomeno tentare di guardare il film uscendo dai canoni "classici" del cinema di genere per entrare in una dimensione "metafisica" dove il tempo e lo spazio "reali" non hanno alcun valore. "Ho voluto fare un film "sospeso", dai toni onirici, raccontando la storia di un essere "diverso", un essere che non può essere classificato perchè non è ne vivo ne morto. Anzi, la mia vampira è condannata a nascere e morire in continuazione, o meglio a esistere e a non esistere, ripetendo nei secoli sempre le stesse cose, contro la sua volontà poichè la sua natura la costringe".
ANALISI DEL FILM
Le parti in rosso sono commenti del regista
Il film si apre su quella che nella realtà dovrebbe essere la scena finale: un uomo cammina in un villaggio sommerso dalla neve e si reca in un cimitero (Fig.1) per visitare la tomba di una donna che non ha mai ne visto, ne incontrato, ma che conosce bene grazie ad una lettera lasciata da un suo amico, Marco Spaccesi "pittore,scultore,intenditore d'arte". L'uomo, davanti alla tomba che non vediamo, perchè sommersa dalla neve, pensa "lei...tanto bella quanto crudele" introducendo così il personaggio principale anche se ancora solo superficialmente. Queste sequenze iniziali sono già commentate da un motivo musicale molto simile a quello che sarà il "leit motiv", con vocalizzo femminile, che ci accompagnerà per quasi tutto il film, e cioè il "tema della vampira". Un tema romantico e dolce, in apparente contrasto con il personaggio che dovrebbe rappresentare, che ci dimostra invece il suo lato più nascosto e romantico. 
Tutta la vicenda quindi viene narrata in flashback ed introdotta da una persona "estranea" alla storia, un amico del protagonista che ne conosce solo una parte, e che soprattutto non ha vissuto, quei fatti. Un personaggio molto vicino quindi allo spettatore. Questo spiega in effetti il perchè poi il film prenda una direzione narrativa piuttosto "libera" dove le immagini, le inquadrature e i pensieri dei personaggi, più che i personaggi stessi, acquistino più importanza che la storia stessa.
Dopo questo cappello introduttivo se ne apre un altro che vede una povera sventurata svegliarsi improvvisamente in una camera da letto dai soffitti affrescati con figure macabre, girovagare al buio per i corridoi di una villa fino ad arrivare a scoprire nei sotterranei la protagonista che sta vampirizzando un uomo (Fig.2-3-4).
Fig. 1
Fig. 2
Fig. 3
Fig. 4
E' quasi inutile dire che la povera testimone farà
una brutta fine. Viene infatti sgozzata da un uomo misterioso che poi scopriremo altri non essere che Samuel, il fido servitore della vampira. Come inizio non c'è male anche se la parte introduttiva non finisce qui. Prima dei titoli di testa abbiamo infatti modo di assistere ad una terza scena montata come un videoclip e commentata esclusivamente dalla musica.
In questo "spazio musicale", tutto giocato al rallentatore, si riassume il film per quanto riguarda i contenuti: la vampira come tema centrale, l'ambiente in cui si muove (le scale, la stanza, il letto dove ucciderà gli occasionali amanti), l'erotismo della sua figura (anche quando non vuole esserlo) e soprattutto la sofferenza dovuta alla continua "sete", una condanna simile al bisogno di droga (Fig. 5). E' infatti nel titolo troviamo il vero contenuto del film. E' solo il continuo bisogno di sangue che spinge Carmilla ad uccidere; non per interessi di altra natura ma solo per soddisfare una neccessità fisica. Per tutto il film infatti Carmilla sta male, soffre in continuazione. Ho scelto Elisabetta Principe in base ad un provino. Mi era stata proposta per un videoclip. Nessuno poteva fare Carmilla meglio di lei. Era sexy anche quando soffriva (Fig.6).
Fig. 5
Fig. 6
Dopo i titoli di testa su sfondo nero, commentati da una musica così bella
e dolce da far dimenticare che stiamo comunque guardando un horror, comincia il film vero e proprio su una immagine di paesaggio invernale (Fig.7) che altri non è che un "punto di vista" del protagonista Marco che sta facendo un disegno nel suo studio (Fig.8). E' qui che vediamo per la prima volta il protagonista, è qui che scopriamo ciò che lo lega all'antefatto (o ai tre antefatti). Attraverso i suoi pensieri e le sue visioni Marco può percepire fatti e sensazioni che riguardano la vampira, senza neppure sapere ancora chi è realmente. Qui comincia il suo percorso di ricerca verso la misteriosa figura femminile che allo stesso tempo lo attrae e lo spaventa.
Fig. 7
Fig.8
E' una scena importante perchè è da qui che inizia veramente il film, è da qui che si svilupperà poi tutta la storia e cioè la ricerca di questa figura misteriosa da parte di Marco.L'abbiamo girata in uno studio reale che oggi purtroppo non c'è più, era di mio nonno, Walter Morlotti, scultore e pittore. Era una location molto vissuta, reale...non abbiamo modificato quasi niente (Fig.9).
Fig.9
La parte successiva alle riflessioni di Marco nel suo studio avvengono in uno zoo, dove il protagonista incontra Herbert, un amico con il quale ha fatto una seduta spiritica e che ha il suo stesso problema. In questa fase scopriamo che i due amici si sentono "prigionieri di qualcosa che non conoscono", Marco è il più turbato mentre Herbert è piuttosto evasivo e ambiguo, ha l'aria di uno che tende a sdrammatizzare e proprio per quello suscita le ire di Marco che se ne va alterato. Lo zoo mi sembrava l'ambientazione più naturale per muovere questi due protagonisti in quella situazione: prigionieri senza sapere di chi, ne perchè...proprio come gli animali in gabbia che dominano tra l'altro visivamente la scena.
Dopo una lunga sequenza "allucinatoria" allo zoo ne assistiamo a una girata e montata in maniera curiosa perchè mostra tre momenti che si intersecano alternativamente, apparentemente scollegati tra loro ma che invece fanno parte di un unico avvenimento:1) la vampira tranquilla girovaga per i boschi (in un ambientazione splendidamente autunnale con la prima inquadratura della vampira in silhouette sullo sfondo realizzata con ottica grandangolare) (Fig.10); 2) Una ragazza corre spaventata per i boschi (Fig.11); 3) Soggettiva di un uomo ansimante (lo stesso della scena pre-titoli) sempre nello stesso bosco dove si muovono sia la vampira che la ragazza. La vampira e l'uomo camminano tranquillamente mentre la ragazza corre terrorizzata rendendo in un primo momento quasi incomprensibile la scena. Il mistero è presto chiarito nel finale (che in realtà non viene visto) in cui la ragazza viene catturata dall'uomo e la vampira a poca distanza ne sente le urla.
Fig.10
Fig.11
La vampira era un essere sovrannaturale, il suo servo anche, dove poteva scappare la povera ragazza? Su questo ci ho giocato molto,  con il montaggio soprattutto. La vampira in una direzione con andamento tranquillo (Fig.12), la ragazza nell'altra e l'uomo ansimante in soggettiva.
Fig.12