Per quanto riguarda le scenografie: gli spazi interni sono molto belli ma allo stesso tempo decadenti e vuoti. Gli esterni invece sono pittorici. Dovevano rappresentare la vampira. La fotografia ricorda cinema d'altri tempi, così come la colonna sonora tipicamente anni Settanta, così come lo stile stesso della regia. In fondo è il primo lungometraggio che ho fatto dopo tantissimi "corti". Ci sono momenti belli e altri meno, non ho mai preteso di fare un capolavoro. Alcune ingenuità oggi le avrei comunque evitate anche se del film ho un ricordo bellissimo e lo rivedo sempre con piacere.
La prima scena in cui Carmilla e il servo Samuel s'incontrano (Fig.13) ci mostra subito il tipo di rapporto che la protagonista ha con l'uomo, quello di totale dominazione seppur accompagnato da un non so che di materno. Dopo avergli chiesto perentoriamente se ha pulito la cripta Carmilla ordina all'uomo di avvicinarsi e una volta inginocchiato e appoggiato il capo sul suo ventre gli dice "Vedi Samuel, c'è uomo e uomo...tu mi sei molto utile!". Carmilla, secondo il cinema a cui Fratter s'ispira (vedi le vampire di Jess Franco), dovrebbe avere caratteristiche saffiche e utilizzare i maschi esclusivamente per scopi personali. Qui invece non troviamo la minima traccia di omosessualità. Carmilla incontra tre soli uomini per tutto il film (poichè le vittime che vengono sacrificate a lei sono sempre donne): Samuel, l'uomo-servo che spesso viene deriso e umiliato (come nella scena del ballo); Herbert, l'uomo-amante destinato ad una brutta fine (eros e tanathos) e infine Marco, figlio-discendente con il quale avrà un momento di debolezza che le sarà fatale. 
La bellezza di questo momento non è solo di scrittura narrativa ( la voce fuori campo di Virginia ci spiega finalmente chi è la vampira e perchè vaga nei boschi e nelle zone circostanti) ma anche di pura estetica perchè il regista cambia improvvisamente registro fotografico utilizzando per tutto il racconto un bianco e nero "anticato". In queste immagini altamente evocative e poetiche la vampira girovaga per i boschi (Fig.16), accanto ad un cimitero (Fig.17), sta fisicamente male (Fig.18), il tutto in una atmosfera indefinita e surreale. Improvvisamente il racconto stacca su ciò che probabilmente sta accadendo in quel momento: Carmilla è nella sua dimora e sta male (Fig.19), il racconto è ormai finito e siamo tornati al colore. Stacco. Immagine minacciosa della vampira e ritorno sul colloquio tra Virginia e Marco immersi nella nebbia.
Fig. 13
Ho un bellissimo ricordo di quelle sequenze in bianco e nero. Elisabetta era stupenda, perfettamente nella parte. C'era proprio quell'atmosfera autentica che si percepisce nel film. Era autunno e sono state le prime sequenze che ho girato. Con Elisabetta si è creato subito feeling.
Intanto un altro salto ci riporta alla giovane ragazza rapita nel bosco, ora imbavagliata, legata con delle manette e probabilmente drogata (visto che potrebbe alzarsi dal letto e non lo fa) mentre attende il momento di essere uccisa (Fig.20). Un bel momento è quello immediatamente successivo, soprattutto a livello fotografico, dove assistiamo ad una vampira sofferente che attraversa una stupenda pineta verdeggiante in netto contrasto con tutti i boschi autunnali visti fino a quel momento (Fig.21).
iQuelle sequenze virate in bianco e nero e quelle della vampira che attraversa la pineta sembrano girate in stagioni diverse. Invece vennero fatte lo stesso giorno e tra l'altro in luoghi molto vicini fra loro.
E' una scena molto cruda quella della vittima che viene sacrificata, non tanto per l'effetto in se, ma per la lunga attesa che questa deve subire. C'è molta compiacenza nel rappresentare questo. In un horror gore sarebbe stato legittimo farlo ma in questo risulta un po' gratuito . I motivi sono pratici, se a questo punto del film non davo un pugno allo stomaco lo spettatore si addormentava (Fig.28-29).
Carmilla, al limite delle forze, giunge alla villa dove incontra Samuel (Fig.23). Il colloquio tra i due avviene in giardino. Lei, a causa del suo malessere, è particolarmente ostile con l'uomo (Fig.24) al quale successivamente ordina di preparare il prossimo sacrificio (Fig.25). 
Il finale è stilisticamente in linea con tutto il resto del film. A questo punto però Marco è ormai sicuro di se, non ha alcun timore nell'affrontare sia Carmilla che il suo fedele servitore. La incontra nella camera da letto dove hanno un colloquio ed una scena d'amore (Fig. 34-35-36) L'epilogo e il doppio finale di Marco al cimitero davanti alla tomba della vampira (Fig.37) rievoca l'inizio che forse lo spettatore ha ormai dimenticato. Così si chiude il film riportandoci, seppur indirettamente, ad un nuovo inizio e ad una nuova storia dove tutto si ripeterà al di la del tempo e dello spazio. La vampira è una vittima, la morte materiale è una liberazione per lei. Quando ritornerà a vivere comincerà a soffrire, a stare male, a morire e quindi a far morire. Fondamentalmente è buona, ma la sua natura la costringe a non esserlo. Ecco perchè alla fine ringrazierà suo figlio per averla riportata in uno stato di pace.
Non è un granchè quella scena. Provo un po' d'imbarazzo nel vederla. Non è colpa degli attori, forse avrei dovuto dirigerla meglio. Sembra una cosa messa lì...invece è importante, doveva approfondire il rapporto di totale sudditanza Samuel-Carmilla. Samuel doveva diventare patetico e non la scena (Fig.33).
Anche la sequenza di "punizione telepatica" con Virginia Thompson, verso la fine del film,  va esclusa in tal senso visto che la immediatamente successiva sequenza di seduzione fa "sentire" una presenza "ansimante" di natura maschile, probabilmente il demonio stesso che domina la vampira. Proprio il personaggio della scrittrice Virginia permette un ulteriore sviluppo alla ricerca di Marco. I due si incontrano nei pressi di una rocca immersa nella nebbia (Fig.14-15), un'ambientazione molto suggestiva decisamente indovinata per il racconto che Virginia, molto spaventata in un primo momento, andrà a fare.
Fig.14
Fig.15
Fig.16
Fig.17
Fig.18
Fig.19
Fig.20
Il campo lungo della pineta poi sembra quasi un'opera pittorica (Fig. 22)
Fig.21
Fig.22
Fig.23
Fig.24
Fig.25
Herbert, che sta leggendo un libro ai piani superiori (Fig.26) sente l'arrivo della vampira e, quando questa sviene, la soccorre.
Il rapporto donna-uomo è di totale sudditanza da parte di quest'ultimo, la vampira è crudele e tratta male tutti coloro che la vogliono aiutare, Herbert compreso (Fig.27). E' palese che la sua cattiveria è dovuta alla condanna che il demonio le ha inflitto "perchè in passato ha saputo amare" (sono le parole del racconto di Virginia) giustificando così le sue azioni e togliendo ogni dubbio su intenti misogeni da parte del regista.
Fig.26
Fig.27
Fig.28
Fig.29
Una scena di fondamentale importanza è quella della seduta spiritica (Fig.30) perchè grazie a quella Marco riuscirà a capire come raggiungere la vampira. Dopo quella sequenza accade qualcosa di strano alla struttura del film, il regista decide di abbandonare il suo protagonista maschile per seguire più attentamente il rapporto tra gli altri personaggi e la vampira. In primis Virginia, totalmente succube e votata al martirio. La scena della punizione telepatica (che molti confondono come "reale") è ben interpretata da Marta Bordino. La successiva seduzione erotica non è da meno (Fig.31). Altra scena buona è quella d'amore tra Carmilla ed Herbert. Molto ben girata quasi tutta al rallentatore con un epilogo che è ben facile immaginare (Fig.32). La sequenza invece che approfondisce il rapporto Carmilla-Samuel è meno riuscita, opinione anche del regista che la ritiene poco efficace e convincente.
Fig.30
Fig.31
Fig.32
Fig.33
Fig.34
Fig.35
Fig.36
Fig.37
E' un film d'atmosfera più che di sceneggiatura. La storia la raccontano i personaggi, gli ambienti, la musica. E' un film "libero", come lo può essere, per l'appunto, un sogno.
I denti della vampira sono opera di Patrizia Mancuso e vennero fatti su misura per l'attrice. Ricordo che alla fine delle riprese glieli regalai.