MERY RUBES - L'ARTE DELLA SEDUZIONE

INTERVISTA

1. Mery come definiresti la tua carriera artistica in due parole?

Professionalità e sacrifici.


2. Come avviene l'incontro con Roger A. Fratter e soprattutto quali sono i motivi del vostro sodalizio?

Dopo l'uscita del lungometraggio "La promessa del sicario" per la regia di Max Ferro, vengo notata e contattata dal regista bergamasco Roger Fratter.
Da allora, io e Roger Fratter abbiamo instaurato un vero e proprio sodalizio che, io definisco, lavoro di squadra. Insieme abbiamo realizzato e tutt'ora stiamo terminando diversi progetti cinematografici.
Pochi sono rimasti i professionisti veri in questo settore, ritengo quindi, Roger Fratter, un grande regista ed un vero signore, dentro e fuori dal contesto professionale. Sto imparando molto con lui, non provenendo da studi accademici che ingessano nel modo di essere.


3. Fratter nei suoi film caratterizza sempre donne forti e determinate, libere anche sessualmente. Come vedi questa sua visione della donna?

Roger Fratter è un regista cult con grande esperienza sia nel cinema di genere che in quello d'autore. Nei suoi lavori predilige mettere in scena protagoniste femminili che diventano il "motore" della storia. Rappresenta la donna nei suoi vari aspetti, positivi e non, senza mai renderla "donna oggetto", anche quando la "spoglia". Essendo io in primis una donna forte e determinata, uno spirito libero, non potrei non amare il suo pensiero.

4. Descrivici i personaggi che hai interpretato fino ad oggi anche per altri registi e anche per servizi fotografici 

Nel lungometraggio "La promessa del sicario" di Max Ferro, ho interpretato per l'appunto una donna killer, spietata.
Nel lungometraggio "i due killers" di Roger Fratter, il mio ruolo è  stato quello di una donna succube, depersonalizzata "la pupa del boss", nel contempo in "Donne di marmo" rappresento un ruolo ben diverso, una donna forte e padrona di sé stessa, la proprietaria di un locale notturno.
Inoltre ho partecipato ad un programma culturale per Sky Arte, "Un giorno al Museo" diretto e prodotto dal Regista Thierry Bertini, presso le Gallerie di Arte Italiana a Milano.
Sono stata scelta dal Maestro dell'arte fotografica Bruno Oliviero per rappresentare come nuova possibile stella del firmamento fotografico, il Suo libro "Sex Appeal". 
Ho collaborato con tantissimi fotografi, da Sandro colli Vignarelli a Dusit Dughera ma, in particolare vorrei sottolineare il mio ultimo lavoro molto stimolante e creativo in "neo gothic" total blackandwhite e le capacità artistiche del Fotografo Marco Redaelli.
Grazie a Voi, e grazie al grande Roger Fratter.

MERY RUBES - ART CLIP ONE

Il Neo Gothic di Marco Redaelli

MERY RUBES ART CLIP TWO