QUELLE SPORCHE ANIME DANNATE
Regia di PAOLO SOLVAY  (Luigi Batzella)

con JEFF CAMERON (Tom Carter), DONAL O'BRIEN (Lee Rast),
ALFREDO RIZZO (Jack Buchanan detto "Buck"), KRISTA NELL (Cora), EDILIO KIM (Dr. Lassiter), SOPHIA KAMMARA (July), ESMERALDA BAROS (Zelda), WILLIAM MAYOR (Bill Joeys), LAILA SHED (Ragazza del saloon), MARCO DEVIS (Shannon), LORENZO PIANI (Jerry Carter), ALESSANDRO PERRELLA (Uomo di Shannon), GIULIO BARAGHINI (Slady), FRANCO DADDI (falso Ringo Brown), ATTILIO DOTTESIO (Sceriffo), SALVATORE CAMPOCHIARO, SERGIO BALDACCHINO, JABES GIANCLAUDIO (Ringo Brown)
 
Soggetto e sceneggiatura di ALDO BARNI
Direttore della fotografia GIORGIO MONTAGNIANI
Montaggio PIERA BRUNI
Musiche originali di ELSIO MANCUSO
Maestro d'armi GIANFRANCO PASQUETTI
Direttore di produzione MARIO DE ROSA
Organizzatore generale GINO TURINI
Produzione COSTITUTION FILM
Sviluppo e stampa TELESTAMPA ITALIANA
Sincronizzazione e doppiaggio RIVERSINC
Teatri di posa CINECITTA' Roma

Anno di produzione: 1971
Visto censura n. 58924 del 24-09-71
Prima proiezione pubblica: 14-11-71
Durata : 90 minuti circa
Formato: Schermo panoramico


Strano e curioso questo western diretto da Luigi Batzella meglio conosciuto con lo pseudonimo Paolo Solvay. Non tanto per la storia scritta da Aldo Barni, piuttosto classica e lineare, ma per alcuni elementi stilistico-cinematografici che lo rendono nella sua modestia godibile e originale. Ci troviamo sicuramente nel regno della serie B, o forse nella C, e proprio per questo risulta essere, almeno per gli amanti del genere, un prodotto perlomeno curioso e strano.
Girato interamente nei teatri di posa di Cinecittà il film si lega a quel sottogenere del primo periodo del western all'italiana dove dominava il tema della vendetta. Qui però con un elemento "giallo" in più.
Protagonista principale è Jeff Cameron, vero nome Giovanni Scarciofolo, attore-cascatore feticcio di Demofilo Fidani che lo scoprì e lanciò nel 1968 con il western "...Ed ora raccomanda l'anima a Dio!" accanto ad un esordiente Fabio Testi. In realtà Fidani lo aveva già utilizzato in due western precedenti ma in ruoli da cattivo e con un look completamente diverso.
Nel 1971 gira per Paolo Solvay due western back to back, il secondo è proprio quello di cui stiamo parlando, il primo è "Anche per Django le carogna hanno un prezzo" sempre prodotto dalla Costitution Film e più o meno con lo stesso cast tecnico e artistico (Edilio Kim, William Mayor, Franco Daddi, Esmeralda Barros). Si potrebbe dire che si tratta di due operazioni realizzate da "attori" poichè in produzione troviamo Gino Turini (che proprio in tale veste compare in altri film con gli pseudo John Turner e John Braun) e Mario De Rosa (spesso interprete nei film di Solvay e che qualcuno lo ricorderà come "maggiordomo pazzo" nell'ultratrash "La sanguisuga conduce la danza" (1975) di Alfredo Rizzo, regista che guarda caso qui interpreta il vecchio Buck. 
Jerry Carter ha appena ritirato un gruzzolo in banca quando, appena lasciato il paese, viene fermato da un pistolero che lo vuole derubare e che non vediamo mai in volto (Fig.1).
Fig. 1
Dopo aver tentato di reagire l'uomo viene colpito a morte e cade da cavallo.  Prima di morire riesce a scrivere qualcosa sul greto del fiume (Fig.2).
Fig. 2
Suo fratello Tom Carter (Fig.3), il protagonista del film, lo sta cercando in un paese vicino e quando apprende la notizia che si sono uditi alcuni spari alle sorgenti di Rio Chico si
precipita immediatamente sul posto dove infatti trova Jerry (Fig. 4). Accanto al suo cadavere poche banconote insanguinate (Fig.5) e una lettera "c" scritta sulla sabbia del fiume.
Fig. 3
Fig. 4
Fig. 5
Successivamente Tom Carter giunge ad un villaggio messicano (Fig. 6) entra in una cantina dove stanno chiaccherando tre loschi individui con un simpatico vecchietto, Jack Buchanan detto "Buck", che per colpa del troppo wisky bevuto confida ai tre di aver trovato un filone d'oro e di aver segnato l'ubicazione del giacimento su una mappa custodita nella sua sacca (Fig. 7). 
Ovviamente i tre tentano di derubarlo ma Tom, che ha sentito tutto e anticipato le cattive intenzioni dei banditi, lo aiuterà a difendersi. I tre fuggono a cavallo (Fig. 8).oo.
Fig. 6
Fig. 7
Fig. 8
I due diventano amici e Buck propone a Tom di fare un pezzo di strada assieme fino al villaggio di Greenwater dove vive con July, sua figlia.
Durante il percorso Tom racconta di suo fratello Jerry quando, nei pressi di un canyon, vengono aggrediti dai tre banditi di prima non rassegnati a rinunciare al filone d'oro.
Dopo una sparatoria i due riescono a salvarsi grazie ad un calcio prolungato, che Tom applica alla sua pistola trasformandola così in un'arma di precisione (Fig.9), e alla originalità del vecchio Buck che si porta nella sacca un serpente velenoso. Uno dei tre banditi verrà morsicato e lasciato morire in agonia. (Fig.10-11)
Fig. 9
Fig. 10
Fig. 11
Il cavallo di Tom viene ferito ad un occhio ed una volta giunti a Greenwater i due cercano un veterinario. Dopo una rissa con gli uomini di Shannon, un usuraio a capo di una compagnia di allevatori, Tom conosce il Dr. Lassiter (Fig. 12), un ubriacone che, come dice lo sceriffo "cura tanto le bestie che i cristiani". Quest'ultimo mette in guardia Tom da un pericoloso individuo, Lee Rast, che fa capo agli uomini con cui ha appena avuto lo scontro (Fig. 13). Tom
Fig. 12
Fig. 13
Il vecchio Buck intanto raggiunge la figlia al ranch (Fig. 14) alla quale consegna la sacca contenente la mappa del giacimento ma decide di tornare subito in paese perchè suo genero  Bill è stato truffato dalla compagnia
di Shannon e ha deciso di farsi ridare il contratto. Nel saloon, dove lavora anche Cora (Fig. 15), Bill viene pestato dagli uomini di Shannon. Non ancora rassegnato decide di rubare il contratto ma viene sorpreso da Rast che lo ferisce mortalmente (Fig. 16).
Fig. 14
Fig.15
Fig. 16
Da questo momento in poi la trama prosegue seguendo due piste, quella in cui Tom prende le difese di Buck e della sua famiglia e quella in cui persegue la ricerca dell'assassino di suo fratello tra gli uomini della banda di Rast.
Roger A. Fratter
Commenti, opinioni e curiosità
La parola all'esperto...
Jeff Cameron è sicuramente un ottimo stunt-man ma anche come attore se la cava bene e non solo in questa occasione. Qui tra l'altro è doppiato per la sua unica volta da Romano Malaspina e ciò conferisce al personaggio una certa dose di umanità poichè si tratta della stessa voce di "Actarus" nel famoso cartone animato giapponese "Atlas Ufo Robot".
Donal O'Brien è il suo antagonista che, con una recitazione comunque controllata ed efficace, esaspera con la mimica i tratti malvagi del suo personaggio (Fig. 18). Cora è invece interpretata dalla graziosa Krista Nell, all'epoca donna di Ettore Manni che morirà qualche anno dopo per una brutta malattia (Fig.17).
Fig. 17
Fig. 18
La brasiliana Esmeralda Barros, che molti ricorderanno in "Il plenilunio delle vergini" sempre di Solvay, interpreta Zelda,la rivale di Cora, nonchè donna di Shannon,  quest'ultimo interpretato dall'attore Marco Devis (Fig. 19). Gli altri buoni sono interpretati da Alfredo Rizzo e Sophia Kammara (Fig. 20).
Fig. 19
Fig. 20
L'ambientazione e tutta intorno a Roma, infatti non ci sono deserti ma praterie (Fig. 21). Le uniche rocce sono in realtà quelle di Tor Caldara (Fig. 22). Il villaggio di cinecittà è spesso deserto (Fig. 23), ma questo è un valore aggiunto che da una sensazione di pericolo all'intera vicenda.
Fig. 21
Fig. 22
Fig. 23
Fig. 24
Una cosa curiosa di questo film è la sonorizzazione e il missaggio audio, solitamente più che importante in un western all'italiana, che qui risulta stranamente essere ricco di "acuti" e scarso di "bassi", in particolare il suono delle pistole e dei fucili che, pur essendo i "classici" suoni dello spaghetti western, qui risultano essere abbastanza fastidiosi e soprattutto "anomali" fin dalle prime sequenze (Fig. 24).
Una curiosità invece della sceneggiatura è che Lee Rast, nonostante il suo cinismo e la sua crudeltà, evita Tom Carter perchè superstizioso: una fattucchiera messicana gli ha predetto il futuro mettendolo in guardia al suo diciassettesimo uomo ammazzato (Fig.25).
Fig. 25
La fotografia di Giorgio Montagniani è discreta, quasi tutto il film è girato con il sole alto e l'uso dei riflettori è spesso ben visibile sia sulle facce degli attori che sui muri delle case (Fig. 26).
Una delle sparatorie più divertenti è quella al guado dove Tom riesce ad avere la meglio grazie alla sua arma segreta (Fig. 27-28-29).
Fig. 26
Fig. 27
Fig. 28
Fig. 29
Scena cult:
Lee Rast non contento di aver ferito a morte il povero Bill, si reca a casa sua e tenta di violentargli la moglie. Tom Carter che si è appena salvato dall'agguato riesce ad arrivare in tempo. Quando Rast tenta di reagire Tom, anzichè ucciderlo, gli spara ad entrambe le orecchie.
(Sequenza a sinistra).
CIAK...AZIONE !

1. Sparatoria alle rocce: Tom e Buck vittime di un agguato da parte di tre uomini di Rast

2. Rissa in paese: Tom contro Skunk, Slady ed altri uomini di Shannon dopo che è stato provocato

3. Pestaggio di Bill fuori dal Saloon

4. Uno sconosciuto tenta di uccidere Tom investendolo con un cavallo in pieno giorno e con il villaggio deserto. Ottima scena girata da Jeff Cameron (figura a lato)

5. Rissa nel Saloon tra Tom e tre uomini di Rast

6. Agguato al guado, Tom contro i tre uomini del saloon

7. Agguato in paese, Tom affronta un "finto" Ringo Brown mentre gli uomini di Shannon appostati sui tetti delle case vogliono colpirlo a tradimento

8. Sparatoria finale al ranch del vecchio Buchanan

9. Scontro finale "a pugni" tra Tom Carter e Lee Rast

Jeff Cameron si butta sotto un cavallo in corsa che lo manca solo per un pelo.
Franco Daddi (a destra), che interpreta il falso Ringo Brown, è uno dei protagonisti nel bel documentario di Alessandro Pannone "L'America a Roma" (1998) dedicato al mondo del western all'italiana.